Capone & BungtBangt dicono no al Jova Beach Party: ecco perché

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Tra pochi giorni, per la precisione il 10 settembre, il lungo viaggio del Jova Beach Party giungerà al termine. Con questo gran finale all’aeroporto di Milano Bresso termineranno anche tutte le polemiche di questi mesi in merito al fatto se fosse davvero un evento a favore dell’ambiente.

EnpaLipu e altre associazioni sono scagliate contro Jovanotti, visto che portare migliaia di persone sulle spiagge italiane avrebbe potuto creare un impatto dannoso per l’ambiente e anche per il mare. La serie di appuntamenti dal vivo non si è fermata, però alcuni hanno deciso di rinunciare a partecipare, come per esempio Capone & BungtBangt.

Capone & BungtBangt: il perché del rifiuto

La band che da anni porta avanti un concetto di musica eco sostenibile ha scelto di rinunciare a prendere parte ai due concerti del 26 e 27 agosto a Castelvolturno, nonostante non abbiano nulla contro Jovanotti. Come spiegano loro stessi in un post su Facebook:

Non abbiamo niente di personale e sopratutto apprezziamo l’impegno di Jovanotti di portare le tematiche ambientaliste ad un gran numero di persone. Così come le attività che verranno messe in atto dopo i concerti sono interessanti e degne di nota. Avevamo dato la nostra disponibilità diversi mesi prima che si conoscessero le modalità di realizzazione dei concerti ma ad un certo punto è diventato impossibile per noi non porci la domanda che tantissimi ambientalisti si sono posti.

Il gruppo avrebbe partecipato volentieri alla manifestazione, tuttavia le polemiche tra artista e ambientalisti ha portato alla luce delle contraddizioni evidenti del progetto. Nonostante i permessi fossero tutti in regola, va ricordato che non sempre la legge è a favore dell’ambiente. Anche se le intenzioni di Jovanotti erano tutte buone, grazie a una iniziativa che prevede una raccolta fondi e la pulizia di spiagge, laghi, fiumi e fondali, ci sono stati dei problemi. Ha continuato il gruppo:

Si sarebbe potuto dire più realisticamente che nella progettazione del JBP si fa un grande sforzo per renderlo a basso impatto ambientale, ma che si potrà fare ancora di meglio per il futuro coinvolgendo nel processo di costruzione tutti i segmenti dell’ambientalismo, gli esperti di settore e non solo il WWF, che non può e soprattutto non è il garante dei temi ambientali tout court. Questo approccio indubbiamente complicato diventa purtroppo indispensabile quando si afferma che “Jova Beach Party è il primo grande evento itinerante al mondo che parla di ambiente”.

Proprio questa ultima affermazione avrebbe fatto storcere il naso a LegambienteGreenpeace e tante altre associazioni attente a tutelare l’ambiente.

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